1a. ABORTO: insidiosa conoscenza di lunga data

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1a. ABORTO: insidiosa conoscenza di lunga data


Articolo scritto da:

Jesús Salinas, Nieves Ortega, María Rosa Caro
Dipartimento della salute degli animali, facoltà di medicina veterinaria, Università di Murcia. 30100 Murcia, Spagna.


Negli attuali sistemi di produzione animale, la riproduzione delle specie negli allevamenti è l’attività che più di ogni altra consente all’azienda di generare risultati economicamente tangibili dal punto di vista imprenditoriale.

Di conseguenza, i disturbi della fertilità, rappresentati in primis dagli aborti infettivi, figurano tra le maggiori cause di bassa produttività nelle aziende agricole.
 

Epidemia di aborti: problema economico di enorme portata 


Se prendiamo in considerazione le specie ovine, lo sviluppo di epidemie di aborto che colpiscono un’elevata percentuale di pecore gravide pone l’azienda agricola in una condizione di gravissima difficoltà economica.


Oltre alla perdita di agnelli, incidono anche il calo nella produzione di latte e la possibile insorgenza di complicanze, che possono pregiudicare la fertilità futura dei capi.


aborto nelle pecore

 

Si stima che il costo di un aborto ovino al termine della gravidanza, principalmente di origine infettiva, superi i 300 EUR.

Non solo come conseguenza delle perdite dirette, ma anche per i costi di mantenimento e di improduttività di oltre sei mesi, cioè il tempo che serve alla femmina per riprendersi e rimanere nuovamente gravida per rispondere alle esigenze di produttività aziendale.

 

Il costo di un aborto può superare i 300 EUR


Una percentuale di aborti nel gregge pari al 3-4%, solitamente legati alle strategie di gestione adottate, è considerata normale ed economicamente sostenibile in un allevamento di tipo intensivo.


Il problema sorge quando la percentuale aumenta significativamente per cause non riconducibili alle modalità di gestione, ad esempio quando si verificano aborti di origine infettiva.


Sono numerosi gli agenti infettivi che possono causare l’insorgenza di malattie abortive nelle pecore, classificabili in virali, batteriche, fungine e parassitarie.


Agenti infettivi responsabili degli aborti nelle pecore
 

  • Gli agenti virali inducono l’insorgenza della border disease (o malattia di frontiera) oppure della febbre catarrale degli ovini (o Blue tongue).
     
  • Gli agenti batterici comprendono Chlamydia abortus (agente responsabile dell’induzione di aborto enzootico ovino), Coxiella burnetii (che provoca la febbre Q), Salmonella Abortusovis (responsabile di aborto), Brucella melitensis e altri con minore incidenza come Listeria monocytogenes, Campylobacter fetus e Leptospira spp.
     
  • I parassiti sono i protozoi Toxoplasma gondii e, in misura minore, Neospora caninum.
     
  • Le infezioni micotiche sono meno frequenti, sebbene possano indurre aborti sporadici in alcune specie di generi relativamente ubiquitari come Aspergillus, Absidia, Mucor e Rhizopus.


pecore che hanno partorito di recente.

Recinto per agnellatura: pecore che hanno partorito di recente.

 

È importante considerare che, per alcune di queste infezioni, oltre all’interesse di tipo veterinario, sanitario ed economico, vada sottolineata la natura zoonotica, come nel caso della brucellosi, della febbre Q, della toxoplasmosi e della clamidiosi. 
 

Alcune malattie abortive sono zoonotiche e di conseguenza ad alto rischio per la salute umana


La maggior parte dei dati disponibili sulla prevalenza proviene da laboratori veterinari privati dedicati alla diagnostica di laboratorio.


Per quanto concerne i dati ufficiali nazionali, essi sono difficili da acquisire, ma un ampio numero di studi ha riportato che l’aborto enzootico ovino, indotto da Chlamydia abortus, è la causa principale di aborto in Europa.

 

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BIBLIOGRAFIA: 
 

Considerata l’estesa bibliografia utilizzata per la stesura del presente articolo, i riferimenti non sono stati citati. Se il lettore desidera ulteriori informazioni su qualsiasi aspetto di questa monografia, può rivolgersi agli autori scrivendo al seguente indirizzo e-mail: jsalinas@um.es

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